In Photoshop e in GIMP ci sono almeno 20 modi diversi (!) per convertire le immagini da RGB in BN. Nella conversione gioca molto il gusto personale e l’effetto che si vuole ottenere, ma anche la qualità della foto originale: quindi, bisogna avere pazienza e provare tutti i metodi almeno una volta, per rendersi conto dei vari risultati che si ottengono, senza dimenticare che il grande limite invalicabile di una foto BN è l’impossibilità di trasferire nell’immagine finale tutta la gamma di luminosità e sfumature che presenta la versione RGB.

Per prima cosa, occorre partire da una immagine a colori RGB che copra il più possibile l’intera gamma tonale, dal nero al bianco. Poi, a proposito di luminosità, si controlla l’istogramma, che ci mostra quale Canale restituisce una migliore qualità d’immagine e  ci fa vedere con immediatezza le caratteristiche di luminosità dell’immagine.
Controllo sempre l’istogramma per avere conferma che i toni visti sul mio  monitor corrispondono effettivamente a quello che è contenuto all’interno del file (e quindi saranno visti nello stesso modo anche dagli altri).  Si tratta di uno strumento utilissimo per modificare in prima battuta luminosità e contrasto.  

 

istogramma gimp

Istogramma di GIMP

 

istogramma ps

Istogramma di Photoshop
(Immagine -> Regolazioni -> Livelli oppure CTRL+L)

Tutte le cose che percepiamo sono caratterizzate da differenti livelli di illuminazione. E’ evidente che una spiaggia in pieno sole è differente da una stanza illuminata da una candela. Quello che non sempre è intuitivo, è che GIMP e Photoshop (come molti altri programmi di grafica) hanno ciascuno il proprio algoritmo per calcolare l’istogramma: aprite la stessa immagine in Photoshop e in GIMP, e magari in Corel o PaintPro (oppure UFRaw, un raw converter open source) e  scoprirete che gli istogrammi non sono esattamente gli stessi!

In generale però, a differenza di quanto si potrebbe pensare, i differenti valori di luminosità non sono tanti, e possono essere limitati in un intervallo di circa 10 STOP o livelli, dove ogni stop ha luminosità doppia rispetto al precedente.

Se il soggetto fotografato ricade in un intervallo di luminosità ampio al più 5 stop, l’istogramma apparirà bilanciato (a forma di campana). Tutto ciò che eccederà questi limiti non sarà visibile e verrà rappresentato o come completamente nero o completamente bianco (sottoesposizione, se i dati relativi alle ombre sono stati persi, o sovraesposizione, se l’immagine appare “bruciata e si è perso il  dettaglio nelle alteluci).

isto_spiegazione

Le linee rosse delimitano 5 zone (il nostro intervallo di 5 STOP). Sull’asse delle ascisse (asse x) sono rappresentati i 256 (da 0 a 255) valori discreti di luminosità, dal nero assoluto al bianco assoluto. Sull’asse delle ordinate (asse y) è rappresentata la quantità di dati (pixel)  che ricade in un determinato intervallo di tono.

Nell’istogramma di esempio si nota come la maggior parte dei dati ricade nella zona intermedia del grafico. Analizzando le zone periferiche si capisce che sono presenti sia le ombre (zona a sinistra) sia le alteluci (zona a destra).

Ma che ce frega dell’istogramma, direte voi! Ce frega, ce frega eccome …  Se si osservano attentamente immagine e istogramma per ogni operazione compiuta, si possono evitare errori grossolani come clipping (il clipping consiste nella creazioni di vaste zone con nero perfetto valore zero o bianco perfetto valore 255, fastidiose perché prive di dettagli, e banding (la posterizzazione consiste nella creazione di aree con gradazioni dolci e continue come un cielo blu in cui, a causa di una conversione BN troppo spinta con curve e livelli alla ricerca del massimo contrasto, si creano delle fasce di grigi uniformi, molto sgradevoli).

L’istogramma dunque va letto per capire cosa farne di una foto:

sovraesposta

 

 

sovraesposta bene 

 

 

 

Il primo istogramma dice che la foto è sovraesposta ed è irrecuperabile, perchè il grafico sfora dai lati.
Il secondo istogramma, dove sfora solo dalla parte superiore, significa che la maggior parte dell’immagine ha un determinato livello di luminosità, e il picco sarebbe troppo alto per essere mostrato interamente nella piccola finestra dell’istogramma, ma il mancato contrasto è recuperabile con Photoshop.

Spostando il cursore (quello sotto l’istogramma, non quello della barra Livelli di output!)  di sinistra verso destra, fino a dove inizia la zona scura dell’istogramma, definiamo il punto di nero: in pratica diciamo a GIMP o Photoshop di rendere neri tutti i pixel che si verranno a trovare a sinistra del cursore stesso.
Spostando il cursore di destra verso sinistra, sempre fino a dove inizia la zona scura dell’istogramma e non oltre, definiamo il punto di bianco, ossia diciamo al programma di rendere bianchi tutti quei pixel dell’immagine che si verranno a trovare a destra del cursore stesso. 
In questo semplice modo, abbiamo detto a Photoshop o GIMP di porre il valore 0 (nero assoluto) dove ora si trova il valore 37 (per esempio) e di assegnare il valore 255 (bianco pieno) dove ora c’è il valore 193 (che sono i valori di input).
Photoshop e GIMP ricalcolano il valore RGB di tutti i pixel, che ora si disporranno sull’intera scala di valori da 0 a 255, “stirando” l’istogramma lungo tutto il range a disposizione.
Infine, spostando il cursore centrale non facciamo altro che spostare il livello di luminosità del grigio medio (=regoliamo i mezzitoni), modificando quindi la gamma dell’immagine e il contrasto generale fino ad ottenere un risultato soddisfacente.

Dopo aver dato OK, riapriamo di nuovo la finestra Livelli e leggiamo il nuovo istogramma. Ora nell’immagine ci sono sia pixel con valore 0 (nero), sia pixel con valore 255 (bianco): la gamma tonale disponibile è completa.

Attenzione:
1) nella zona inferiore della finestra Livelli ci sono gli “Output Levels” che permettono di limitare il range di valori RGB in uscita.
Spostando verso il centro i due cursori, si può ridurre il contrasto generale dell’immagine.
2) quando i due cursori vengono trascinati, Photoshop sistema i valori estremi della gamma (0 e 255) tagliando alcune tonalità scure ed alcune chiare, facendo perdere i dettagli delle ombre e “bruciando” i bianchi. Trascinando il cursore nero di sinistra verso destra tenendo premuto il tasto ALT, l’immagine diviene completamente bianca.
Continuando a spostarlo, piano piano cominceranno ad apparire parti dell’immagine, cioè quelle parti che verranno tagliate dall’eccesso di correzione (in altre parole, le ombre che perdono dettagli). Il cursore nero va quindi trascinato fino al punto più a destra possibile, dove ancora tutta l’immagine appare bianca.
Con il cursore bianco è la stessa cosa. Lo spostiamo verso sinistra tenendo premuto ALT ed avremo un’immagine tutta nera. Dopo che lo avremo messo  nel punto più a sinistra possibile, dove ancora tutta l’immagine appare nera.
Il cursore centrale grigio non viene influenzato da ALT.

Un altro strumento del pannello regolazione livelli a nostra disposizione sono i tre contagocce. Con questi possiamo impostare il punto di nero, il punto di bianco e il bilanciamento del colore.

pannello livelli con indicazione della posizione dei tre contagocce

Contagocce per il punto di nero e per il punto di bianco:
Il punto di nero ed il punto di bianco dell’immagine si impostano facendo clic su un’area che riteniamo dover essere rispettivamente nera o bianca. Se l’area dell’immagine scelta non fosse nera in un caso e bianca nell’altro, tutti i pixel con toni rispettivamente più scuri e più chiari di quello scelto diventerebbero rispettivamente tutti neri e tutti bianchi.
Ogni contagocce ha un valore preimpostato che può essere sostituito facendo doppio clic sulla propria icona per aprire il Selettore colore.
Ma dove sono le ombre e le luci su cui fare clic con il contagocce?
Per individuarle possiamo posizionarci sul cursore scelto e trascinarlo tenendo premuto il tasto Alt: l’immagine diverrà tutta bianca (se abbiamo scelto il cursore delle ombre) o tutta nera (se abbiamo scelto il cursore delle luci); spostando il cursore verso l’interno inizieranno a comparire via via delle aree colorate, la prima area rispettivamente nera o bianca a comparire indicherà le ombre o le luci.

Contagocce centrale per il bilanciamento del colore:
Il bilanciamento colore si imposta cliccando su un’area dell’immagine che riteniamo dover essere di colore grigio neutro.